ZEN CORPORATE

Zen Corporate è una risorsa di lavoro meditativo basato sul team building. Unisce programmi di crescita personale, consapevolezza del potenziale e gestione dello stress. Zen Corporate attinge dalla Via dello Zen le risorse sapienziali per lavorare con le nostre risorse interiori, come la calma, la pazienza, il non giudizio, l’accettazione, l’intuito etc.. per svilupare i nostri talenti innati. Attraverso l’auto-osservazione equanime del momento presente, possiamo vivere la quotidianità personale e professionale come un’occasione di allenamento alla consapevolezza. Zen Corporate non ha niente a che vedere con l’apprendere una tecnica di concentrazione, o di elevarsi spiritualmente, è invece un’allenamento esperienziale che parte dalla conoscenza di noi stessi per conoscere meglio gli altri. Il percorso viene progettato ad hoc per ogni cliente.

Zen Corporate non è un metodo, non è una tecnica e nemmeno una performance. Allora che cos’è Zen Corporate e a che cosa serve?

Per capirlo è necessario comprendere che lo Zen non è una tecnica idealista da applicare per poi sentirsi meglio, ma un lavoro quotidiano di consapevolezza che ci rende liberi di vivere ciò che siamo ponendo al centro il benessere personale e collettivo.

Zen Corporate non è il classico corso di formazione, non si tratta semplicemente di “aggiungere nuovi strumenti alla nostra cassetta” ma di incarnare lo strumento stesso della nostra esistenza nella sua totalità di pensieri, emozioni, azioni, motivazioni. Zen Corporate è una risorsa di ascolto profondo della realtà così come ci si presenta imparando ad afferrarla libera dalle sovrastrutture che ne alterano la realtà delle cose:

niente di mistico o di straordinario ma semplicemente la realtà delle cose così com’è in sé stessa prima della loro organizzazione deformata dal nostro pensiero.

Una facoltà più alta dell’intelletto deve cogliere la natura del proprio essere, ove sembra prorompere il conflitto fra il finito e l’infinito. Infatti lo Zen afferma che l’intelletto è proprio il far sorgere un problema che lui stesso non è in grado di risolvere.

Daisetsu Teitarō Suzuki

Questa forma mentis ha infinite possibilità d’applicazione come per esempio la compresione dei nostri bisogni più profondi e di quelli dei nostri clienti al fine di facilitare ogni forma di mediazione interiore ed esteriore.

Senza una visione chiara siamo come una zattera in balìa delle onde delle nostre interpretazioni sensoriali, assenti a noi stessi e agli altri, da ciò che è più importante, vivere chiaramente e in tutta la sua ricchezza il momento presente.

Davide Kyōgen Colombu

Lo Zen

Il Maestro Zen Gudô Wafu Nishijima in merito allo studio dello Zen associato all’equilibrio del sistema nervoso autonomo rivela che è la sua curiosità per l’aspetto eminentemente pratico del Buddhismo che lo spinse alla scoperta della Via dello Zen. In breve, quando il sistema nervoso simpatico, condizionando le reazioni di aggressività, ed il sistema nervoso parasimpatico, condizionando le reazioni di fuga e di passività, sono bilanciati, funzioniamo allora in modo ottimale. È quello lo stato che si trova nei musicisti, pittori ed altri artisti, nonché gli sportivi di alto livello, quando sono al loro meglio. È quello lo stato di zazen.”

Gudo Nishijima Roshi alla domanda “che cosa si consegue in Zazen?” Risponde:

“ciò che conseguiamo in Zazen (raccoglimento meditativo) è l’equilibrio del sistema nervoso autonomo. Nel capitolo intitolato Bendowa nello Shobogenzo, libro del Maestro Dogen, possiamo trovare le parole JijuyoZanmai, che il Maestro Dogen indica come i criteri dello Zazen. La prima parola, “Jijuyo”, è divisa in due parti, “Jiju” e “Jiyo”. Quindi “Jijuyo” è una combinazione di queste due. “Jiju” significa “ricevere noi stessi” e “Jiyo” indica la funzione del sistema nervoso simpatico. La seconda parola, “Zanmai”, indica lo stato equilibrato del sistema nervoso autonomo. Dunque possiamo comprendere che le parole “JijuyoZanmai” indicano solo lo stato di equilibrio del sistema nervoso autonomo, ciò che le moderne psicologia e fisiologia ci insegnano oggi”.

La filosofia Zen improntata alla severità, alla semplicità e al perfezionamento di sé, ha radicalmente influenzato la scena culturale giapponese plasmandone i valori etici ed estetici. Oggi lo Zen è universalmente diffuso in tutto il mondo non essendo connaturato ad un modello etnico-culturale, ma ad una dimensione essenziale dell’essere nel (proprio) centro. 

Nella sua essenza lo Zen mira alla comprensione diretta del significato della vita senza la mediazione della logica razionale e del linguaggio. Il mezzo per liberare la mente dalla schiavitù delle parole e dall’intrusione dell’intelletto, cosi da vedere la propria innata natura di esseri liberi e risvegliati, è la meditazione.

La meditazione Zazen è l’esperienza diretta e totale del momento presente, dell’essere “qui e ora”.

All right reserved to Ettore Cavalli photographer

Lo scopo della pratica Zen, se vogliamo parlare di scopo, è quello di renderci consapevoli che ognuno di noi possiede il potenziale per risvegliarsi alla propria vera natura e che l’Essenza naturale delle cose è intrinseca a tutte le persone. Ognuno può praticare a prescindere dal proprio credo in quanto meditare non è rilegare, ma liberare dalle catene della mente e dalle credenze precostituite.

Monaco: “Qual è il significato dello Zen?

Maestro: “Hai finito di mangiare la zuppa?

Monaco: “Si”

Maestro: “Allora lava la tua ciotola”

Lo Zen volge a scardinare le categorie mentali e a trovare risposte non mediate dalle nozioni o idee preconcette ma bensì che scaturiscano dall’esperienza diretta delle nostre vite.

Una volta sperimentato anche solo in parte la propria vera natura si giunge ad una migliore e più attiva accettazione della vita di tutti i giorni e paradossalmente alla scoperta della sua straordinaria qualità.

Lo straordinario sta nel vivere con nuovi occhi l’ordinario, nel vedere le potenzialità e le qualità insite nei gesti quotidiani.

Zen Corporate è una risorsa per il Team Building che unisce Etica ed Estetica.

Il successo è raggiungere un bersaglio, un obiettivo.
La felicità è trovare voi stessi profondamente e conoscervi.

Federico Dainin Jôkô Sensei

Come si pratica lo Zazen?

Zazen è un arte di raccoglimento meditativo,  fondamento della tradizione buddhista e pratica centrale della Via dello Zen. Non è una meditazione guidata ma si svolge seduti con disciplina ed in completo silenzio interiore, prestando piena consapevolezza al qui ed ora.  Quale forma di meditazione contribuisce anche al benessere psicofisico. Ma il fine della meditazione Zen, è proprio lasciare andare ogni intento di ottenimento alcuno. Poiché lo Zazen insegna indirettamente uno stato di perfetta adeguatezza e completezza così come siamo esattamente là dove risiediamo.

Zen Corporate si avvale inoltre dell’allenamento alla consapevolezza mindfulness ovvero quel principio del buddhismo Zen chiamato -念 nen- stato cosciente: la condizione ideale della presenza mentale, fluido, libero da attaccamenti e condizionamenti. Questa forma mentis comune a tutte le discipline meditative dell’Asia orientale permette di visualizzare attentamente il funzionamento del nostro mondo interiore. Questo utilizzo delle attività meditative promuovono il benessere emozionale in quanto agiscono sull’equilibrio del sistema nervoso autonomo. La mindfulness, è una modalità di prestare attenzione, momento per momento, intenzionalmente e in modo non giudicante, al fine di migliorare la conoscenza di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

Migliorare questa modalità di prestare attenzione permette di cogliere, con maggiore prontezza, il sorgere di pensieri negativi che contribuiscono al malessere emotivo. La padronanza dei propri contenuti mentali e degli stili abituali di pensiero (capacità di automonitoraggio e metacognizione) permette maggiori possibilità di esplorazione, espressione e cambiamento di tali contenuti.

Una gran quantità di pensieri negativi deriva dalla critica che il soggetto fa a se stesso per il fatto di sentirsi ansioso, depresso o a disagio. Ai pensieri negativi (primari) che alimentano i disagi emotivi, si aggiungono ulteriori pensieri improduttivi (secondari) su di sé. Questo meccanismo di autoaccusa e autobiasimo genera una spirale che dà origine al ruminio depressivo. La persona si pone così in una condizione di nemica di se stessa, anziché di alleata di se stessa.

L’allenamento della consapevolezza permette di affinare l’attenzione verso questi meccanismi che deteriorano l’umore e depotenziano le capacità di ripresa psicologica o la prevenzione delle recidive depressive.

Di notevole interesse è la mole di evidenze scientifiche che attestano gli effetti della pratica meditativa assidua su alcune strutture anatomiche chiave del cervello adibite alla regolazione delle emozioni e sull’attività cellulare di interi distretti dell’organismo. Da una recente rassegna bibliografica sono stati evidenziati:

♦ incremento e rimodulazione dell’attività della corteccia del lobo prefrontale sinistro (sede delle emozioni positive);

♦ incremento e rimodulazione dell’attività dei nuclei profondi dell’emisfero destro (parte intuitiva e digitale dell’esperienza esistenziale e percettiva) e dell’amigdala (struttura cerebrale collegata all’esperienza della paura);

♦ intervento neuro-modulato da citochine e altri neuromodulatori e glucocorticoidi sugli assi ipofisiari e sulla secrezione di cortisolo;

♦ modulazione adattiva dell’immunità cellulo mediata;

♦ effetti protettivi sul DNA, mediati da un aumento dell’attività della telomerasi.

Tuttavia è fondamentale sottolineare che la meditazione non ha niente di miracoloso o di potenziante. Semplicemente attraverso questa esperienza ci riunifichiamo alla nostra vita tanto ordinaria quanto preziosa così com’è.

  • A :- Otto minuti di meditazione al giorno mi danno la concentrazione per conquistare il mondo – .
  • B :- Un ora al giorno e non ne avresti il bisogno… -.

Insegnante Davide Kyōgen Colombu

Monaco e maestro del buddhismo Zen della tradizione giapponese Sōtō

Insegnante di arti meditative e del benessere psicofisico dell’Asia orientale

Certified professional coach (metodo evidence based coaching)

Riconoscimento della qualifica di Master Trainer in Zen Coaching®.


Per informazioni Tel. 366.37.50001 o e-mail: info@nelcentro.it



Nel Centro è un associazione senza scopo di lucro autofinanziata dai propri soci. I contributi di partecipazione alle attività culturali sono calcolati in funzione ai costi indispesabili per la loro fruizione senza guadagno né perdita. Il Dojo Zen Chūshin “Nel Centro” nasce con l’intento di custodire e trasmettere la Via dello Zen sia nei suoi principi tradizionali, sia nelle sue applicazioni moderne complementari alla psicologia, al benessere psicofisico, allo sport e al lavoro come in ogni momento della vita quotidiana. Consapevoli di preservare l’essenza di uno degli attuali lignaggi di maestri Zen della scuola Sōtō riconosciuti nel mondo del buddhismo con oltre 2600 anni di storia documentata.

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