Zen Coaching

Zen Coaching – lo Zen e l’arte del coaching, è un metodo etico di coaching che attinge dalla Via dello Zen le risorse sapienziali per sviluppare i propri talenti attraverso l’osservazione equanime del momento presente. Zen Coaching ci accompagna nella quotidianità personale e professionale portando consapevolezza in ogni istante della giornata. Zen Coaching non ha niente a che vedere con l’apprendere una tecnica di concentrazione. Non ci sono nuovi strumenti da acquisire tutto ciò di cui hai bisogno lo possiedi già, è la tua presenza.

Zen Coaching è una ricerca che parte dalla crescita personale con l’obiettivo di promuovere la cura di sé e degli altri, dando valore ai propri talenti, indispensabili per facilitare la realizzazione delle proprie aspirazioni connesse a un’etica ecologica.

Lo Zen

Il Maestro Zen Gudô Wafu Nishijima rivela che in merito allo studio dello Zen associato a l’equilibrio del sistema nervoso autonomo: “è la sua curiosità per l’aspetto eminentemente pratico del Buddhismo che lo spinse ad interrogarsi su quell’aspetto delle cose. In breve, quando il sistema nervoso simpatico, condizionando le reazioni di aggressività, ed il sistema nervoso parasimpatico, condizionando le reazioni di fuga e di passività, sono bilanciati, funzioniamo allora in modo ottimale. È quello lo stato che si trova nei musicisti, pittori ed altri artisti, nonché gli sportivi di alto livello, quando sono al loro meglio. È quello lo stato di zazen.”

Gudo Nishijima Roshi alla domanda “che cosa si consegue in Zazen?” Risponde:

“ciò che conseguiamo in Zazen (raccoglimento meditativo) è l’equilibrio del sistema nervoso autonomo. Nel capitolo intitolato Bendowa nello Shobogenzo, libro del Maestro Dogen, possiamo trovare le parole JijuyoZanmai, che il Maestro Dogen indica come i criteri dello Zazen. La prima parola, “Jijuyo”, è divisa in due parti, “Jiju” e “Jiyo”. Quindi “Jijuyo” è una combinazione di queste due. “Jiju” significa “ricevere noi stessi” e “Jiyo” indica la funzione del sistema nervoso simpatico. La seconda parola, “Zanmai”, indica lo stato equilibrato del sistema nervoso autonomo. Dunque possiamo comprendere che le parole “JijuyoZanmai” indicano solo lo stato di equilibrio del sistema nervoso autonomo, ciò che le moderne psicologia e fisiologia ci insegnano oggi”.

La filosofia Zen improntata alla severità, alla semplicità e al perfezionamento di sé, ha radicalmente influenzato la scena culturale giapponese plasmandone i valori etici ed estetici. Oggi lo Zen è universalmente diffuso in tutto il mondo non essendo connaturato ad un modello etnico-culturale ma ad una dimensione essenziale dell’essere nel (proprio) centro. 

Nella sua essenza lo Zen mira alla comprensione diretta del significato della vita senza la mediazione della logica razionale e del linguaggio. Il mezzo per liberare la mente dalla schiavitù delle parole e dall’intrusione dell’intelletto, cosi da vedere la propria innata natura di esseri liberi e risvegliati, è la meditazione.

La meditazione Zazen è l’esperienza diretta e totale del momento presente, dell’essere “qui e ora”.

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Lo scopo della pratica Zen, se vogliamo parlare di scopo, è quello di renderci consapevoli che ognuno di noi possiede il potenziale per risvegliarsi alla propria vera natura e che l’Essenza naturale delle cose è intrinseca a tutte le persone. Ognuno può praticare a prescindere dal proprio credo in quanto meditare non è rilegare, ma liberare dalle catene della mente e dalle credenze precostituite.

Monaco: “Qual è il significato dello Zen?

Maestro: “Hai finito di mangiare la zuppa?

Monaco: “Si”

Maestro: “Allora lava la tua ciotola”

Lo Zen volge a scardinare le categorie mentali e a trovare risposte non mediate dalle nozioni o idee preconcette ma bensì che scaturiscano dall’esperienza diretta delle nostre vite.

Una volta sperimentato anche solo in parte la propria vera natura si giunge ad una migliore e più attiva accettazione della vita di tutti i giorni e paradossalmente alla scoperta della sua straordinaria qualità.

Lo straordinario sta nel vivere con nuovi occhi l’ordinario, nel vedere le potenzialità e le qualità insite nei gesti quotidiani.

Come si pratica lo Zazen?

Zazen è un arte di raccoglimento meditativo,  fondamento della tradizione buddhista e pratica centrale della Via dello Zen. Non è una meditazione guidata ma si svolge seduti con disciplina ed in completo silenzio interiore, prestando piena consapevolezza al qui ed ora.  Quale forma di meditazione contribuisce anche al benessere psicofisico. Ma il fine della meditazione Zen, è proprio lasciare andare ogni intento di ottenimento alcuno. Poiché lo Zazen insegna indirettamente uno stato di perfetta adeguatezza e completezza così come siamo esattamente là dove risiediamo.

Il Coaching

Esistono differenti approcci al coaching professionale, lo Zen Coaching – lo Zen e l’arte del coaching applica il metodo dell’Evidence Based Coaching. A differenza del coaching non professionale dell’immaginario collettivo fondato spesso sulla motivazione del cliente, sull’accrescimento dell’ego(ismo) e altre tecniche che non fanno altro che alimentare una crescita narcisistica, l’Evidence Based Coaching utilizza una strategia di formazione meticolosa di cambiamento e auto-realizzazione fondata sull’analisi e lo sviluppo di obiettivi misurabili “ecocompatibili” ed “egocompatibili”. Si lavora mediante il dialogo interattivo e particolari esercizi per individuare e allenare le potenzialità latenti del cliente o della squadra. Attraverso l’analisi completa di ostacoli e facilitatori si sviluppa un piano d’azione efficace per conseguire il proprio scopo. Il coaching viene applicato oltre che nel mondo dello sport anche nel settore professionale (business coaching) e con risultati eccellenti nella vita personale (life coaching). Utile per vivere con maggiore soddisfazione la propria vita, riconoscere i propri schemi mentali limitanti, raggiungere obiettivi significativi e impegnativi, migliorare le performance, maturare consapevolezza dei propri pensieri, azioni e motivazioni e ritrovare l’equilibrio psicofisico personale e/o professionale.

Il coaching è una strategia di formazione che, partendo dall’unicità dell’individuo, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team, manageriali e sportivi.

Spesso si pensa al Coaching come ad un’insieme di artifizi motivazionali. Al contrario il metodo Evidence Based Coaching considera le tecniche motivazionali controproducenti perchè la motivazione che nasce dall’esterno prima o poi viene a mancare generando uno stato di smarrimento e dipendenza dal coach che l’ha generata. L’EBC lavora invece sull’entusiasmo che il cliente autogenera solo grazie a sé stesso divenendo passo passo consapevole della propria forza interiore quindi assolutamente indipendente. Il metodo EBC lavora su quel potenziale che nasce dal profondo del nostro centro portando a piena consapevolezza ed aprendo a nuove vie di sé. Nessuna bacchetta magica ma un metodo razionale per raggiungere i propri buoni propositi.

Davide Kudai Colombu

Il Coaching professionale è definito come una relazione processuale che vuole offrire al cliente strumenti che gli permettano di elaborare ed identificare i propri obiettivi, rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. Presupposto di partenza è che ogni persona abbia delle potenzialità latenti, l’obiettivo del coach è quello di scoprirle ed insegnare al cliente come utilizzarle. Il coaching non può essere utilizzato come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche particolari o legate a disturbi della personalità. Il Coaching può essere rivolto a chiunque, e a qualsiasi età. Persone che vogliono vivere con maggiore soddisfazione la loro vita, genitori, adolescenti, imprenditori, manager, insegnanti, atleti e a tutti coloro che desiderano migliorare le performance e raggiungere obiettivi particolarmente impegnativi. In un rapporto di coaching l’allenamento e la valorizzazione delle potenzialità personali permette di inquadrare l’essenza stessa del coaching: accompagnare la persona verso il massimo rendimento attraverso un processo autonomo di apprendimento.

Evidence Based coaching è un metodo di sviluppo del potenziale personale unito al conseguimento di un obiettivo. La sessione di coaching si svolge attraverso un dialogo interattivo in cui il coach volge al cliente delle domande mirate che suscitano un lavoro di ricerca profonda, sviluppando chiarezza, efficacia e meticolosità nel conseguire un obiettivo e nel mantenerlo nel tempo. Questo metodo ricorda il metodo socratico che il filosofo Socrate (470 a.C. – 388. a.C.) applicava nelle sue conversazioni al fine di dimostrare che ognuno di noi possiede un talento innato capace di portarci a realizzare obiettivi che apparentemente risultano irraggiungibili.

Anche il Coaching come lo Zen è un metodo di auto-realizzazione volto a co-creare consapevolezza. La sessione di Zen Coaching si svolge attraverso un dialogo interattivo tra coach e cliente basato sulla maieutica, “il metodo socratico“, tecnica con cui il coach ponendo le giuste domande “estrapola” la conoscenza interiore già presente, ma in stato latente, dal suo cliente. L’allenamento alla piena consapevolezza, mindfulness, sviluppa l’attitudine del saper essere nel momento presente sviluppando il proprio potenziale.

Le domande dello Zen Coaching sono volte a co-creare consapevolezza in diverse tappe:

♦ individuare i talenti di cui ognuno dispone per natura;

♦ sviluppare la strategia inerente al loro allenamento ed applicazione concreta;

♦ individuare un obiettivo importante;

♦ progettare il piano d’azione per conseguirlo e mantenerlo nel tempo.

Sarebbe fantastico se potessimo capovolgere la prospettiva che generalmente caratterizza il nostro lavoro, vivendolo come un opportunità, o meglio come un dono, invece che viverlo spesso malvolentieri come un obbligo. Donare non significa solo rinunciare a qualcosa per offrirlo agli altri, donare può essere invece l’occasione per capire effettivamente ciò di cui abbiamo bisogno, ciò che è veramente essenziale per noi stessi, per capire meglio gli altri e tutto ciò che ci circonda.

Lo Zen e l’Evidence Based Coaching, possono considerarsi, in questi termini, due discipline complementari tra loro che attraverso il percorso Zen Coaching – lo zen e l’arte del coaching si incontrano in un metodo che unisce etica ed estetica valorizzando la consapevolezza del proprio potenziale umano. Una luce per ritrovare il tesoro che è già nelle nostre tasche. Per poter finalmente offrire agli altri quel dono prezioso che siamo sempre stati senza aspettarci nulla in cambio. Consapevoli della naturale legge di causalità secondo la quale ad ogni azione corrisponde un’infinito susseguirsi di avvenimenti in relazione all’energia positiva o negativa che ha causato questa forza e fino al suo progressivo esaurimento.

Siamo ciò che pensiamo. Tutto ciò che siamo è prodotto dalla nostra mente. Ogni parola o azione che nasce da un pensiero torbido è seguita dalla sofferenza, come la ruota del carro segue lo zoccolo del bue.
Siamo ciò che pensiamo. Tutto ciò che siamo è prodotto dalla nostra mente. Ogni parola o azione che nasce da un pensiero limpido è seguita dalla gioia, come la tua ombra ti segue, inseparabile.

Shakamuni Buddha

Le origini del metodo Zen Coaching

Oggi Zen Coaching è presente in tutto il mondo con differenti scuole e varianti ma la prima forma di Zen Coaching appare in nord Europa con il nome di “Zen Coaching – relaxing into being” elaborata da Kåre Landfald. Percorso in cui si è formato Davide K. Colombu frequentando le unità in Svezia, presso Ängsbacka, da cui attinge per rielaborare successivamente il metodo “Zen Coaching – lo zen e l’arte del coaching”, inserendo l’approccio scientifico dell’evidence based coaching appreso nei corsi  “INCOACHING® – business, sport, life, scuola di coaching“,in cui si è diplomato nel 2012. Inoltre approfondisce la qualità relativa allo “Zen”, adattando gli aspetti della “Via dello Zen” più attinenti al coaching ispirandosi alla disciplina Zen classica praticata presso il tempio buddhista Zen, “Sanbo-ji Eremo Zen di montagna“, in cui si è formato per cinque anni, due dei quali come monaco ordinato residente nel tempio. Parallelamente presta le sue competenze alla società di formazione “INCOACHING®” collaborando da freelance come project manager, project developer, didactic editor, e formatore dei loro percorsi di “Zen Coaching® – ascolta, agisci, respira” . Verificata l’efficacia del metodo, sia in ambito personale che nel settore aziendale, ottiene da “INCOACHING® business, sport, life, scuola di coaching” il riconoscimento della qualifica di Master Trainer in Zen Coaching®. Il metodo Zen Coaching – lo Zen e l’arte del Coaching è in continuo aggiornamento e perfezionamento.

Zen Coaching si avvale inoltre dell’allenamento alla consapevolezza “mindfulness” ovvero quel principio del buddhismo Zen chiamato -念 nen- stato cosciente: la condizione ideale della presenza mentale, fluido, libero da attaccamenti e condizionamenti. Questa forma mentis comune a tutte le discipline meditative dell’Asia orientale permette di visualizzare attentamente il funzionamento del nostro mondo interiore. Questo utilizzo delle attività meditative promuovono il benessere emozionale in quanto agiscono sull’equilibrio del sistema nervoso autonomo. La mindfulness, come lo Zen ed il coaching professionale, è una modalità di prestare attenzione, momento per momento, intenzionalmente e in modo non giudicante, al fine di migliorare la conoscenza di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

Migliorare questa modalità di prestare attenzione permette di cogliere, con maggiore prontezza, il sorgere di pensieri negativi che contribuiscono al malessere emotivo. La padronanza dei propri contenuti mentali e degli stili abituali di pensiero (capacità di automonitoraggio e metacognizione) permette maggiori possibilità di esplorazione, espressione e cambiamento di tali contenuti.

Una gran quantità di pensieri negativi deriva dalla critica che il soggetto fa a se stesso per il fatto di sentirsi ansioso, depresso o a disagio. Ai pensieri negativi (primari) che alimentano i disagi emotivi, si aggiungono ulteriori pensieri improduttivi (secondari) su di sé. Questo meccanismo di autoaccusa e autobiasimo genera una spirale che dà origine al ruminio depressivo. La persona si pone così in una condizione di nemica di se stessa, anziché di alleata di se stessa.

L’allenamento della consapevolezza permette di affinare l’attenzione verso questi meccanismi che deteriorano l’umore e depotenziano le capacità di ripresa psicologica o la prevenzione delle recidive depressive.

Di notevole interesse è la mole di evidenze scientifiche che attestano gli effetti della pratica meditativa assidua su alcune strutture anatomiche chiave del cervello adibite alla regolazione delle emozioni e sull’attività cellulare di interi distretti dell’organismo. Da una recente rassegna bibliografica sono stati evidenziati:

♦ incremento e rimodulazione dell’attività della corteccia del lobo prefrontale sinistro (sede delle emozioni positive);

♦ incremento e rimodulazione dell’attività dei nuclei profondi dell’emisfero destro (parte intuitiva e digitale dell’esperienza esistenziale e percettiva) e dell’amigdala (struttura cerebrale collegata all’esperienza della paura);

♦ intervento neuro-modulato da citochine e altri neuromodulatori e glucocorticoidi sugli assi ipofisiari e sulla secrezione di cortisolo;

♦ modulazione adattiva dell’immunità cellulo mediata;

♦ effetti protettivi sul DNA, mediati da un aumento dell’attività della telomerasi.

Tuttavia è fondamentale sottolineare che la meditazione non ha niente di miracoloso o di potenziante. Semplicemente attraverso questa esperienza ci riunifichiamo alla nostra vita tanto ordinaria quanto preziosa così com’è.

  • A :- Otto minuti di meditazione al giorno mi danno la concentrazione per conquistare il mondo – .
  • B :- Un ora al giorno e non ne avresti il bisogno… -.

Insegnante Davide Kyōgen Colombu

Monaco e maestro del buddhismo Zen della tradizione giapponese Sōtō

Insegnante di arti meditative e del benessere psicofisico dell’Asia orientale

Certified professional coach (metodo evidence based coaching)

Riconoscimento della qualifica di Master Trainer in Zen Coaching®.


Sessioni individuali e in team. Per informazioni chiamare al 366.37.50001, scrivere a info@nelcentro.it o compilare il modulo seguente



Zen Coaching non è una psicoterapia, pertanto non svolge interventi professionali di questo tipo. In caso di patologie consultare il proprio medico curante prima di usufruire dei percorsi Zen Coaching.

Il metodo “Zen Coaching – lo zen e l’arte del coaching” impiegato da Davide K. Colombu come disciplina accessoria alle sue sessioni di coaching, non utilizza il programma didattico di “INCOACHING®” né il marchio “Zen Coaching® – ascolta, agisci, respira”.

Nel Centro è un associazione senza scopo di lucro autofinanziata dai propri soci. I contributi di partecipazione alle attività culturali sono calcolati in funzione ai costi indispesabili per la fruizione degli stessi senza guadagno né perdita. L’associazione nasce con l’intento di custodire e trasmettere la Via dello Zen sia nei suoi principi tradizionali, sia nelle sue applicazioni moderne di supporto alla psicologia, al benessere, allo sport e al lavoro. Competenti nel preservarne sia l’essenza che le pratiche trasmesse in 2600 anni di lignaggi registrati di maestri Zen quali custodi del fiore del Buddha.

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