Sumi-e 墨絵

L’arte meditativa del sumi-e, la pittura a inchiostro e acqua dell’estremo oriente.


Pesci Yin e Yang
di Davide Kyōgen Colombu

Questa tecnica nacque in Cina durante la dinastia Tang (618907), consolidandosi con la dinastia Song (9601279). Fu introdotta in Giappone a metà del XIV secolo da alcuni monaci buddisti Zen, crescendo in popolarità fino al suo periodo di massimo splendore, nell’era Muromachi (13381573).

Con il Sumi-e si indica tradizionalmente uno stile pittorico monocromatico che utilizza solo inchiostro nero, il bastoncino d’inchiostro, in varie nuance. Ma incontriamo anche l’utilizzo pigmenti colorati come il rosso o il verde.

Come nell’arte della calligrafia, l’artista prepara il proprio inchiostro polverizzando delle barrette contro un’apposita pietra (suzuri), oppure può utilizzarne di pronti.

pennelli sono simili a quelli per la calligrafia, fatti di bambù con peli di caprabuecavallopecoraconigliomartoratassocervocinghiale o lupo. La punta del pennello è assottigliata, caratteristica indispensabile allo stile sumi-e.

Ogni pennello produce degli effetti diversi: quelli piccoli di peli di lupo possono fare linee sottili, quasi come quelle delle biro; quelli di pecora, del tipo chiamato grande nuvola, assorbono acqua ed inchiostro in grande quantità, lasciando sulla carta una traccia di inchiostro con una miriade di sfumature che vanno, gradualmente, dal grigio al nero.

Le linee tracciate non possono più essere cancellate o modificate: questa tecnica infatti richiede concentrazione, pratica e un grande talento.

Il sumi-e è una forma d’arte che rappresenta la natura in tutta la sua spontaneità attraverso l’uso di inchiostro, acqua e carta, senza alcun disegno preparatorio. Il pennello è lo strumento che permette di portare sullo carta il sumi (inchiostro nero) nelle sue diverse gradazioni, l’acqua quello che consente di diluirlo per creare sfumature di varie intensità. La filosofia del sumi-e si rivela nello spazio bianco che dà armonia alle forme dipinte. Questo è il mondo del bianco-nero, ma anche il territorio delle tonalità di grigio, in grado di restituire sulla carta le stesse sensazioni che danno i colori. Non si dipinge per dimostrare lo propria bravura, ma per esprimere sé stessi.

Shozo Koike


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