Zazen 坐禅
Centre Zen “La Montagne Sans Sommet” – Paris

Zazen è un arte di raccoglimento meditativo, trasmesso nell’insegnamento del Buddha e pratica centrale della Via dello Zen. Non è una meditazione guidata ma si svolge seduti con disciplina ed in completo silenzio interiore, prestando piena consapevolezza al qui ed ora.  Quale forma di meditazione contribuisce anche al benessere psicofisico. Ma il fine della meditazione Zen, è proprio lasciare andare ogni intento di ottenimento alcuno. Poiché lo Zazen insegna indirettamente uno stato di perfetta adeguatezza e completezza così come siamo esattamente là dove risiediamo.

La meditazione Zazen è l’esperienza diretta e totale del momento presente, dell’essere “qui e ora”.

La pratica dello Zen giapponese non significa legarsi alla religione buddhista e a nessuna ideologia.

Lo Zen è un filone del buddhismo che mette da parte l’ideologia adottando come fonte d’ispirazione spirituale l’ordiniaria vita quotidiana che, una volta maturata la consapevolezza meditativa non è differente dal risveglio “satori”.

Una speciale tradizione esterna alle scritture (教外別傳)

Non dipendente dalle parole e dalle lettere (不立文字)

Che punta direttamente alla mente-cuore dell’uomo (直指人心)

Che vede dentro la propria natura e raggiunge la buddhità (見性成佛)

Quattro sacri versi di Bodhidharma, 達磨四聖句

Questo non significa astenersi dagli studi indispensabili per comprendere il Dharma. La Via dello Zen è una delle scuole più ricche di letteratura sia classica che contemporanea. Ma l’esperienza del risveglio “il satori” non si legge, non si parla, non si fa, si vive nell’intimità solitaria della propria pratica. Che deve essere guidata da un maestro o da un insegnante qualificato. Dedicarsi insieme sia alla pratica meditativa sia allo studio del Dharma spiegato in termini attuali, allineato alla quotidianità è importante per non fare dello Zen una tecnica idealista per il benessere di qualche ora ma traghettare questa esperienza in ogni attimo della giornata.

La Via dello Zen affonda le sue radici nell’insegnamento del Buddha storico Siddharta Gautama ovvero il Buddha Shakyamuni (Lumbini8 aprile 566 a.C. – Kushinagar486 a.C.) che avviò la trasmissione dello Zen “da cuore a cuore”, da maestro a maestro nominando il suo primo successore nel monaco Mahakashyapa. Di mano in mano, la ciotola del mendicante e la veste monastica il Kasaya giunsero a Bodhidharma, figura leggendaria e pietra miliare della Via dello Zen. Fino ad incontrare Eihei Dogen Zenji, e Keizan Jōkin Zenji: patriarchi della diramazione dello Zen giapponese denominato Sōtō-shū (曹洞宗) e dai quali sussegue una linea tracciata di custodi del Buddhadharma fino ad oggi

Gudo Wafu Nishijima Roshi alla domanda “che cosa si consegue in Zazen?” Risponde: “ciò che conseguiamo in Zazen è l’equilibrio del sistema nervoso autonomo. Nel capitolo intitolato Bendowa nello Shobogenzo, libro del Maestro Dogen, possiamo trovare le parole JijuyoZanmai, che il Maestro Dogen indica come i criteri dello Zazen. La prima parola, “Jijuyo”, è divisa in due parti, “Jiju” e “Jiyo”. Quindi “Jijuyo” è una combinazione di queste due. “Jiju” significa “ricevere noi stessi” e “Jiyo” indica la funzione del sistema nervoso simpatico. La seconda parola, “Zanmai”, indica lo stato equilibrato del sistema nervoso autonomo. Dunque possiamo comprendere che le parole “JijuyoZanmai” indicano solo lo stato di equilibrio del sistema nervoso autonomo, ciò che le moderne psicologia e fisiologia ci insegnano oggi”.

Questo luogo profondo, intimo e vasto, che non dipende dalla vita o dalla morte, né dal bene né dal male, né dalla felicità né dall’infelicità, né dal fallimento né dal successo, né dalla gioia né dalla tristezza … è la nostra vera natura. La nostra grande libertà. La nostra bellezza interiore. Raggiungerlo significa raggiungere il risveglio.

Federico Dainin Jôkô Sensei

La Via dello dello Zazen punta alla realizzazione dell’innato originario. Abbandonare corpo-mente-spirito per ritrovare semplicemente corpo-mente-spirito liberi da ogni sovrastruttura (attaccamenti condizionamenti), compresa l’idea del buddhismo e dello stesso Buddha storico in quanto “lo Zen non è un’ortodossia ma un’ortoprassi”. Da qui il famoso detto Zen:

Se incontri un buddha lungo la strada uccidilo

Detto Zen

lo Zazen richiede l’attenzione alla piena consapevolezza, principio del buddhismo Zen chiamato “nen” 念 che si riflette nella dottrina dell’hic et nunc, il qui e ora, il momento presente, ogni aspetto della vita quotidiana, ogni piccolo e grande gesto, vissuto così com’è, senza entrare in qualsiasi dibattito etico, convinzione morale e fede religiosa. La consapevolezza “nen” 念 stato cosciente “mindfulness” è la naturalità del vivere il momento presente.

In Giappone ci sono molte azioni che derivano dalla tradizione culturale fondata sui principi buddhisti e sull’impermanenza. Ma è importante capire che lo Zen è ed è sempre stato universalmente diffuso in tutto il mondo in quanto prima che ad un modello etnico-culturale circoscritto, appartiene all’etica e all’essenza di ogni essere umano libero. Non c’è bisogno di emulare gestualità lontane che possono sembrare esotiche o estranee alla quotidianità locale. Lo Zen è innanzitutto essenzialità nello spogliarsi dalla corazza della mente condizionata.

Shinjin datsuraku 身心脱落

lasciar cadere ogni soverchio

Dogen Zenji

La pratica dello Zazen ci concede l’opportunità di riconciliarci con tutta la nostra ricchezza interiore, imparando ad ascoltarci così come siamo e a dare voce alle proprie priorità esistenziali, lasciando andare quegli stati dell’essere che possono condizionare negativamente la nostra esistenza. Lo Zen è la Via dell’armonia e del rispetto verso sé stessi, gli altri e la natura che ci circonda.

Qualsiasi cosa facciamo è la pratica della Via, è la pratica dei Buddha, non esiste differenza tra la pratica per raggiungere l’illuminazione e l’illuminazione’ stessa.

Dogen Zenji

Sperimentarlo e viverlo in ogni momento è l’essenza dello Zen


Il percorso di meditazione Zazen non è una psicoterapia, pertanto non svolge interventi professionali di questo tipo. In caso di patologie rivolgersi al proprio medico curante prima di usufruire del corso di meditazione Zazen.

Nel Centro è un associazione senza scopo di lucro autofinanziata dai propri soci. I contributi di partecipazione alle attività culturali sono calcolati in funzione ai costi indispesabili per la fruizione degli stessi senza guadagno né perdita. L’associazione nasce con l’intento di custodire e trasmettere la Via dello Zen sia nei suoi principi tradizionali, sia nelle sue applicazioni moderne di supporto alla psicologia, al benessere, allo sport e al lavoro. Competenti nel preservarne sia l’essenza che le pratiche trasmesse in 2600 anni di lignaggi registrati di maestri Zen quali custodi del fiore del Buddha.

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