Arti meditative

Le arti meditative e del benessere psicofisico dell’Asia orientale si sono sviluppate grazie all’opera dei monaci buddhisti itineranti che ne hanno diffuso la cultura e la pratica insieme ai principi stessi della Via del Buddha. Inoltre i maestri Zen attraverso la loro profonda conoscenza ne hanno valorizzato il potenziale estetico, educativo e terapeutico.

La Via dello Zen si esprime nello Zazen, il raccoglimento meditativo silente in posizione seduta a cui si legano tutte le discipline quotidiane praticate originariamente dai monaci nei monasteri tra le quali oltre allo studio dei Sutra ed il Samu, il lavoro rituale… anche le Vie cosiddette artistiche, marziali, terapeutiche cino-giapponesi associate alla cultura dello Zen come, la cerimonia del the, la calligrafia, la pittura, i giardini di roccia, la disposizione dei fiori, la cucina vegetariana, il karate, il tiro con l’arco, la spada etc..

C’è da sottolineare che l’impianto delle arti meditative dell’Asia orientale nella società occidentale ha subito la manipolazione utilitaristica, del marketing e del consumismo distorcendo la realtà dell’insegnamento del Buddha e della pratica Zen fino a generarne una moda.

Per questo motivo il Dōjō Zen Chūshin “Nel Centro” ha cura di promuovere correttamente la cultura e la pratica di arti meditative e del benessere legate anche solo filosoficamente alla Via dello Zen, impartendo lezioni di Shōdō (L’arte della calligrafia giapponese a pennello e inchiostro su carta di riso) Sumi-e (pittura tradizionale giapponese), Ikebana (l’arte giapponese di disporre i fiori in un vaso), Shojin Ryori (cucina vegetariana giapponese), Origami (l’arte giapponese di piegare la carta), Zori (l’arte delle infradito giapponesi), Kintsugi (l’arte giapponese di riparare le ceramiche con l’oro), Shiatsu (l’arte giapponese del tocco benefico), Dōin (l’arte giapponese dello “yoga”).

I Sette principi dell’arte giapponese.

Kanso (簡 素) Semplicità o eliminazione del disordine. Le cose sono espresse in modo chiaro, semplice e naturale. Ci ricorda di pensare non in termini di decorazione ma in termini di chiarezza, una sorta di chiarezza che può essere raggiunta attraverso l’omissione o l’esclusione del non essenziale.
Fukinsei (不均 整) Asimmetria o irregolarità. L’idea di controllare l’equilibrio in una composizione tramite irregolarità e asimmetria è un principio centrale dell’estetica giapponese. L’Enso (“cerchio Zen”) nella pittura a pennello, ad esempio, è spesso disegnato come un cerchio incompleto, a simboleggiare l’imperfezione che fa parte dell’esistenza. La natura stessa è piena di bellezza e di relazioni armoniose che sono asimmetriche ma equilibrate.
Shibui / Shibumi (渋 味) Bellezza sobria, così com’è, senza correzione, senza elaborazione. Un’eleganza diretta, semplice, sintetica, non appariscente. Il termine è talvolta usato oggi per descrivere qualcosa di interessante ma meravigliosamente minimalista, inclusa la tecnologia e alcuni prodotti di consumo. (Shibui significa letteralmente sapore amaro e viene utilizzato per riferirsi alla bellezza maschile).

Shizen (自然) Naturalezza. Un’assenza di finzione o artificiosità, pieno intento creativo e senza forzature. Ironicamente, la natura spontanea del giardino giapponese che lo spettatore percepisce non è per niente casuale. Questo ci ricorda che in Giappone l’estetica non è un caso ma fa sempre parte di una più profonda etica. Anche quando stiamo ammirando un paesaggio naturale non è una natura grezza in quanto tale, ma ricca di significato e intenzione.
Yugen (幽 玄) Profondità o suggestione piuttosto che rivelazione. Un giardino giapponese, ad esempio, può essere considerato un concentrato di fondamentali dettagli ed elementi simbolici. Ogni punto di vista viene concepito per implicare visivamente di più non mostrando il tutto, cioè mostrare di più mostrando di meno.
Datsuzoku (脱俗) Libertà dall’abitudine o dalla formula. Fuga dalla routine quotidiana o dall’ordinario. Non mondano. Trascendere il convenzionale. Questo principio descrive la sensazione di sorpresa e un po’ di stupore quando ci si rende conto di poter essere liberi dal convenzionale. L’estetica del giardino giapponese sta nel fatto stesso della valorizzazione degli elementi di base vivificati e disposti in modo che ne venga rivelata l’essenza originaria come espressione ultima della loro natura.
Seijaku (静寂) Pura tranquillità, piena presenza, energia, quiete, solitudine, risveglio, realizzazione. Le sensazioni che potremmo provare mentre contempliamo un giardino di roccia, bevendo nella tazza per la cerimonia del the, osservando un ideogramma, o un bambù dipinto con pochi ed essenziali tratti di pennello, nella freccia scoccata dal maestro di tiro con l’arco, perdendosi in una composizione di fiori disposti con i principi della Via dell’ikebana dove ogni dettaglio è in armonia con il vuoto.


Nel Centro è un associazione senza scopo di lucro autofinanziata dai propri soci. I contributi di partecipazione alle attività culturali sono calcolati in funzione ai costi indispesabili per la loro fruizione senza guadagno né perdita. Il Dojo Zen Chūshin “Nel Centro” nasce con l’intento di custodire e trasmettere la Via dello Zen sia nei suoi principi tradizionali, sia nelle sue applicazioni moderne complementari alla psicologia, al benessere psicofisico, allo sport e al lavoro come in ogni momento della vita quotidiana.

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