Sutra O-kyo お経

Sutra sono gli insegnamenti tradizionali della dottrina buddhista. Studiati intellettualmente e declamati in forma di cerimonia rituale (O-kyo nel buddhismo Zen) avvalendosi di strumenti e dinamiche originali con il modello culturale specifico del contesto geografico in cui il Buddhismo è sorto e si è sviluppato tramandando da Maestro in Maestro la propria eredità intellettuale e cerimoniale.

Il termine sūtra (सूत्र, pāli sutta), in sanscrito significa letteralmente filo (dalla radice indoeuropea *syū-, la stessa del latino suere, cucire), nel suo senso originale indica una “breve frase”, un “aforisma“. Usato nella cultura indiana per significare un insieme di insegnamenti sapienziali espressi in modo breve e sintetico, con i secoli ha ampliato il suo senso sino ad indicare componimenti molto estesi ed articolati, perdendo, in parte, il senso originale di ‘componimento breve’ o ‘aforisma’. Nell’ambito del buddhismo il termine è tradotto in cinese con jīng (), in coreano gyeong (kyŏng), in lingua giapponese con kyō () e in tibetano con mdo (མདོ).

Nella Via del buddhismo Zen, la cerimonia della recitazione dei Sutra, O-kyo, è un omaggio alla memoria di tutti i maestri. I Sutra sono detti canti del cuore, con la recitazione, tutti i praticanti all’unisono declamano i testi ad alta voce senza prevaricare l’uno sull’atro ma creando una voce unica. Come un grande eco. Nello Zen la manifestazione dell’armonia del Sangha attraverso il suono della voce è considerata più importante anche del significato esoterico dei differenti canti che lo Zen annovera nella liturgia.

Tra i differenti Sutra dello Zen vi sono inoltre le recitazioni delle dhāraṇī.

Con il termine sanscrito dhāraṇī (sostantivo femminile, derivato dall’aggettivo “dhāraṇa” nel significato di ciò “che sostiene”, “che porta”, “che mantiene il ricordo”, “che preserva”, “che protegge”) si indicano nel Buddhismo dei sūtra di varia lunghezza contenenti formule magiche di sapienza oltremondana con un forte contenuto simbolico o poteri apotropaici, e suoni dalla funzione attiva simile a quella dei mantra.

La cerimonia di O-kyo si svolge come pratica integrata allo Zazen. Per informazioni tel. 366.37.50.001

Guida la pratica Kou Dai Davide Colombu, monaco Zen Soto. Ha iniziato a praticare lo Zen nel 2009 presso il tempio Zen Soto Sanboji dove ha vissuto come monaco residente e conseguito l’ordinazione monastica dal Kokusaifukyoshi S. Tetsugen nel lignaggio Daiun Sogaku Harada.

Dopo 5 anni di studio e pratica delle radici dello Zen lascia l’eremo di montagna per proseguire autonomamente nella Via del Buddha ispirandosi ai valori del monaco itinerante Koudo Sawaki.

Dal 2018 coltiva la crescita comunitaria insieme al sangha del Centre Zen “La montagne sans sommet”- Paris partecipando ai ritiri sesshin del Maestro Zen Massimiliano Federico Isaac Dainin-Jôkô, nel lignaggio Nishijima Gudô Wafu, che gli affida le veci di shusso “monaco cerimoniere”. Con un occhio di riguardo per la tradizione degli antichi maestri e l’altro rivolto alla naturale evoluzione del panorama socioculturale, sparge i semi della consapevolezza, intessendo un dialogo armonico tra lo Zen e il mondo interdisciplinare della promozione sociale. 

Partecipazione libera e gratuita.