La pratica Zen 禅道

“Cessate ogni pratica basata sull’analisi intellettuale,
sempre a caccia di parole e discorsi.
Imparate quel passo indietro che rivolge
la vostra luce all’interno ed illumina voi stessi.
Allora corpo e mente cadranno spontaneamente
e il vostro volto originale sarà manifesto

Dogen Zenji 

Nella sua essenza lo Zen mira alla comprensione diretta del significato della vita senza la mediazione della logica razionale e del linguaggio. Il mezzo per liberare la mente dalla schiavitù delle parole e dall’intrusione dell’intelletto, cosi da vedere la propria innata natura di esseri liberi e risvegliati, è la meditazione.

La meditazione è l’esperienza diretta e totale del momento presente, dell’essere “qui e ora”.

Lo scopo della pratica Zen, se vogliamo parlare di scopo, è quello di renderci consapevoli che ognuno di noi possiede il potenziale per risvegliarsi alla propria vera natura e che l’Essenza naturale delle cose è intrinseca a tutte le persone. Ognuno può praticare a prescindere dal proprio credo in quanto meditare non è rilegare, ma liberare dalle catene della mente e dalle credenze precostituite.

Monaco: “Qual è il significato dello Zen?

Maestro: “Hai già fatto colazione?

Monaco: “Si”

Maestro: “Allora lava la tua ciotola”

Lo Zen volge a scardinare le categorie mentali e a trovare risposte non mediate dalle nozioni o idee preconcette ma bensì che scaturiscano dall’esperienza diretta delle nostre vite.

Una volta sperimentato anche solo in parte la propria vera natura si giunge ad una migliore e più attiva accettazione della vita di tutti i giorni e paradossalmente alla scoperta della sua straordinaria qualità.

Lo straordinario sta nel vivere con nuovi occhi l’ordinario, nel vedere le potenzialità e le qualità insite nei gesti quotidiani.

Nome: La parola giapponese Zen deriva dal cinese “Ch’an” e dal sanscrito “Dhyana”: Meditazione.

Origine: Giappone, passando dalla tradizione prima indiana e poi cinese.

Tempo: I semi dello Zen provengono dal 500 a.C. (nascita di Gauthama Siddharta Shakyamuni).

Principi:

  • Contemplazione: la postura del corpo radicata a terra ed il silenzio consentono un ascolto sincero.
  • Consapevolezza: sviluppare attenzione in ogni gesto ricordandosi della legge causa/effetto.
  • Determinazione: volontà ferma e capacità di prendere decisioni e agire di conseguenza.

Pilastri:

  • Semplicità: schiettezza e naturalezza diminuiscono complicazione e difficoltà.
  • Essenzialità: eliminare il superfluo dando importanza alle cose fondamentali.
  • Impermanenza: inevitabile evoluzione della realtà, accettazione del cambiamento.

Strumenti:

Meditazione Zazen: seduti semplicemente per ottenere uno stato di quiete e lucidità mentale.

Consapevolezza quotidiana; per agire in modo Retto avendo Effetti conosciuti e rispettosi di sé stessi e degli altri.

Koan: frasi paradossali che spingono all’utilizzo del pensiero laterale e alla rottura degli schemi.