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La pratica del risveglio interiore non conosce stagioni

La pratica del risveglio interiore non conosce stagioni. Questo è stato uno dei miei principali luoghi di formazione/addestramento dove ho trascorso alcuni anni del percorso come monaco buddhista Zen residente nel tempio. Indipendentemente dal tempo che piovesse o ci fossero le stalattiti di ghiaccio piuttosto che una bella primavera fiorita.. La pratica quotidiana è la Via.. e come la Vita non si ferma.. non ci sono pause. Sarebbe come mettere una pentola con l’acqua sul fuoco a bollire, se di tanto in tanto viene tolta, per fare pausa, l’acqua non bolle mai.

Per proporsi come insegnanti di Yoga, non basta un pezzo di carta autografato dal servizio qualità di turno o aver compreso intellettualmente la Via ma c’è bisogno di immergersi anima e corpo nel cuore di un percorso innanzitutto personale. Conoscendo intimamente sé stessi, diventando consapevoli dei propri centri di forza e umilmente riconoscendo i propri limiti. Solo imparando a sostenere sé stessi si ha qualche chance in più di fare bene con gli altri.

Lo Yoga non è un corso paragonabile ad una qualsiasi attività sportiva come di ginnastica. Si lavora almeno su tre livelli: fisico, emozionale e spirituale. Questo significa che l’apporto energetico impiegato nell’insegnamento è triplo rispetto ad una normale lezione di attività fisica. Proporzionalmente un insegnante di Yoga potrà permettersi di svolgere la metà delle lezioni normalmente svolte da un allenatore sportivo. Poi ci si chiede come mai un percorso di Yoga può essere valutato più di un altro. C’è chi dedica tutta la sua esistenza a queste discipline traendone anche il “Retto Sostentamento” perchè non si diventa di puro spirito. Ognuno poi è assolutamente libero di affidarsi all’insegnante con la certificazione conseguita in 2 settimane di pratica “intensiva” nel resort con piscina a Bali.

Praticare Yoga non significa solo diventare tonici e felici. Praticare Yoga significa porsi consapevolmente faccia a faccia con la propria interezza fatta anche di vuoti, di traumi e convinzioni limitanti. Un buon insegnante di Yoga stimola il lavoro interno anche su questi fronti avendo la capacità di affrontare queste tematiche non dal punto di vista patologico in quanto non siamo psicoterapeuti. Ma sviluppando le risorse che conducono autonomamente all’accettazione, alla comprensione e al risveglio che sono le migliori risorse per l’auto-rigenerazione del proprio sistema corpo-mente-spirito.

Un buon Maestro è colui che si rende progressivamente inutile.

Davide K. Colombu

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